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STORIA

Dai romani all'Unità d'Italia

Il comune di Mirano fu abitato fin dai primi secoli a.C.

Gli antichi romani rimasero a lungo sul territorio e gli diedero una struttura viaria a 'graticola', presente tuttora, non solo a Mirano, ma anche nei vicini comuni di Santa Maria di Sala, Borgoricco e Camposampiero.
Le strade che si estendevano da nord a sud venivano chiamate Kardines, mentre quelle da est ad oves erano le Decumanas (decumani).
Con la caduta dell'Impero Romano, Mirano rimase sotto la giurisdizione del Municipium di Padova.
Nel 568 Mirano subì l'invasione e la distruzione dei Longobardi, che devastarono ogni cosa.
Divenne dunque dominio dei Collalto, famiglia Longobarda, insieme alla provincia di Treviso.
Nel 1117 il territorio miranese fu acquistato da un religioso, l'abate Pietro dell'abbazia di Sant'Ilario, a Venezia, ma circa un secolo e mezzo dopo, precisamente nel 1272 passò nuovamente ai padovani, risollevatisi. Fu costruito un castello a difesa del borgo.
Tra il 1319 ed il 1320 Cangrande della Scala combattendo contro Padova assalì Mirano e fece distruggere questa fortezza, di cui ora purtroppo non rimangono tracce.
Nel 1325 il borgo tornò sotto la famiglia padovana dei Peraga ma nel 1403 Mirano fu invasa dalle truppe Veneziane e fu definitivamente assoggettata alla Repubblica di Venezia fino al 1797, anno della sua caduta.
Il dominio veneziano portò pace e serenità; l'agricoltura vede un notevole sviluppo, in particolare la produzione di vino.
Vengono costruite ville padronali ed aristocratiche con la funzione di case per la villeggiatura  di borghesi e nobili.
A partire dal 1477 a Mirano venne concesso il mercato del lunedì e la Fiera di San Matteo, nei giorni 21,22 e 23 Settembre. La fiera si svolge tuttora il terzo sabato di Settembre.
Nel 1606 venne scavato il Taglio, un canale che collegava il fiume Muson  con la Riviera del Brenta.
Nel 1797 Mirano fu occupata dalle truppe napoleoniche che abbetterono tutti simboli delle Serenissima, compresa la statua del Leone di San Marco che si trovava nella piazza centrale.
Nel 1860 è entrato infine nel Regno d'Italia.